Lettera di Saviano
ottobre 29, 2008 at 3:03 pm Lascia un commento
Gomorra vinse, tra gli altri, anche il Premio Saggistica Città di Latina. Roberto Saviano, invitato alla cerimonia di permiazione del 30 Giugno 2007, non partecipò per motivi di sicurezza. Mandò una lettera, che riportiamo integralmente.
Sono felice di aver ricevuto questo premio. Per me rappresenta moltissimo, perché mette insieme due realtà complicate ma che sono in realtà incredibilmente vicine. Il Lazio e la Campania. Ho deciso di scrivere questo libro perché volevo che fosse chiaro che le storie della mia terra erano storie del mio tempo e non soltanto relegate nel perimetro meridionale. E’ quello il momento in cui lo scrittore diviene pericoloso, fastidioso, diviene necessario fermare per certi poteri. Non quando scopre, non quando trova, raccoglie, informazioni, storie, vicende, testimonianze. Ma quando concede cittadinanza universale a queste storie. Quando smette di costringere in territorio particolari ma mostra e permettere di rinoscere il proprio volto nel volto altrui. Premo Levi, Varlam Salamov, Michael Err: dopo i loro libri nessuno può dire di non essere stato ad Auschwitz o nei gulag di Kolyma o in Vietnam. Non di conoscere la loro esistenza. Ma di essere stati lì, di essere morti e rinati, di aver capito, odiato, resistito. Molte volte mi è capitato di maledire le mie pagine, molte volte ho sentito su di me il peso di aver fatto qualcosa di sbagliato, di esagerato, di essermi attirato addosso la diffidenza dei colleghi o l’odio dei nemici. E di aver per sempre rovinato la serenità dei miei familiari. Mi sento in colpa di qualcosa che ho fatto ed è sfuggito persino al mio controllo. E che mi divora. Ma il vostro affetto e questo premio mi fanno capire che forse ho fatto bene a gettare rabbia e inchiostro per scrivere “Gomorra”. Che forse la parola può moltissimo
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